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Curarsi con le piante
La fitoterapia è la più antica pratica medica. Prevede l'uso delle piante per la cura delle malattie.
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Articoli


In questa sezione trovate alcuni articoli apparsi in riviste italiane di psicoterapia

 

Per una teoria cognitiva sulla patogenesi e la cura del Disturbo Ossessivo-Compulsivo

- Da "Psicoterapia" 12, 1998

Vengono qui esposte le contraddizioni teoriche e le confutazioni empiriche che caratterizzano la concezione prevalentemente condivisa del DOC. In alternativa si propone un nuovo modello patogenetico, che fa slittare dall'evento temuto alla coscienza di esso il vero oggetto dell'ansia pervasiva e intensa vissuta dal paziente. Tale modello risulta suffragato dalla sua capacità di spiegare coerentemente i fatti finora conosciuti, di chiarire perché una nuova tecnica terapeutica - basata sulla riduzione della probabilità soggettiva attribuita all'evento temuto - non ottiene i risultati logicamente attesi, e infine di superare un tentativo di falsificazione basato su un esperimento mentale: quello del farmaco “mnemolitico”.

Partendo da questa nuova teoria e dalla conseguente riformulazione della strategia terapeutica si rileggono le tecniche comportamentali che hanno da tempo dimostrato la loro utilità e vi si affiancano tecniche cognitive specificamente costruite per potenziare l'efficacia del trattamento, approfondire e stabilizzare il processo di guarigione.

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Sul dialogo socratico in psicoterapia

- Da "Psicoterapia" 13,1998

Il dialogo socratico è da sempre citato come uno degli strumenti fondamentali della psicoterapia cognitiva. D'altra parte non è certo facile trovare nella letteratura clinica delle riflessioni su esso e ancor più raro rinvenirne di sistematiche. In questo articolo si è voluto porre rimedio a tale deficit e lo si è fatto inoltre arricchendo la tecnica in questione di varianti originali. Per ben chiarire la natura di uno strumento terapeutico così importante e al tempo stesso così misconosciuto se ne è svolta la trattazione nella sua stessa forma: si tratta cioè di un articolo sul dialogo socratico in psicoterapia scritto in rigorosa veste di dialogo socratico.

Le versioni fondamentali in cui questo si declina e che vengono qui rappresentate e formulate sono due: quella confutatoria e quella sinottica. La prima si suddivide a sua volta in tre varianti: (1) procedura che mira a elicitare le contraddizioni fra la convinzione patogena del paziente e diverse sue rappresentazioni; (2) metodica che, suddividendo un concetto, sul cui utilizzo dicotomico cui si basa uno schema patogeno, nei subconcetti in cui esso si articola, elicita via via la contraddizione fra le valutazioni espresse a partire da questi ultimi e lo schema stesso; (3) iter che, assumendo come oggetto di riflessione un tema che sia diverso da quello dibattuto e in cui sussistano eventi simili ma opposte valutazioni, fa risaltare sia le contraddizioni fra emergenti fra queste ultime, sia le assurde conseguenze che deriverebbero dall'applicazione al tema differente del tipo di valutazione che caratterizza le convinzioni patogene.

Viene poi presentata la versione sinottica del dialogo socratico, che consente al paziente di prendere coscienza dei suoi schemi patogeni, siano essi condizionali (cioè della forma “se … allora…”) o predicativi (assimilabili alla premessa maggiore di un sillogismo). A quest'ultimo proposito il dialogo socratico viene messo a confronto con il modello cognitivo classico dell' A-B-C. Ne emerge che l'evento attivante (A) corrisponde alla premessa minore del sillogismo attuato, mentre i pensieri (B) emersi riguardo all'evento rappresentano la conclusione del sillogismo stesso. La maieutica cognitiva spinge il paziente a combinare vari analoghi A e B, cioè varie analoghe premesse minori e conclusioni e quindi gli fa prendere coscienza della premessa maggiore a partire da cui i suoi sillogismi patogeni si attuano.

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Come funzionano le metafore terapeutiche?

- Da "Psicobiettivo"

La metafora terapeutica costituisce uno strumento particolarmente efficace per lo svolgimento della psicoterapia. Essa promuove infatti l'affermarsi di nuovi punti di vista nel sistema mentale del paziente. Dopo aver distinto la metafora da figure retoriche affini, come la metonimia e la sineddoche, si svolge una trattazione che evidenzia come e perché certe metafore possano essere terapeuticamente efficaci. La tesi abbracciata è che la potenza semantica di una buona metafora terapeutica fa tutt'uno con lo sbilanciamento dei livelli di salienza fra alcuni significati evocati dal vehicle e dal topic . In particolare, la salienza dei significati che motivano la metafora è alta nel vehicle ma non nel topic . Vengono quindi esposti vari esempi di metafore terapeutiche e si mette in luce la similarità processuale fra insight da esse mediato e scoperta scientifica raggiunta attraverso l'uso creativo dell'analogia.

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