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Attacchi di panico e fobie
Un attacco di panico è caratterizzato da quattro o più dei seguenti sintomi: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia; sudorazione; tremori; sensazione di respirazione difficoltosa o di soffocamento; sensazione di...
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Ansia generalizzata
Nel disturbo d'ansia generalizzato la persona ha difficoltà a controllare un'ansia e una preoccupazione frequenti ed eccessive che si manifestano la maggior parte dei giorni per almeno sei mesi e che hanno per oggetto una variegata gamma di eventi o di attivitè, come se ci si aspettasse una catastrofe imminente.
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Fobia sociale e fobie specifiche
La fobia sociale è definita da una forte e permanente paura delle situazioni sociali in cui si è esposti al giudizio di persone non familiari. Questa paura viene riconosciuta dalla persona stessa come irragionevole ed eccessiva.
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Fobia sociale

Claudio Lalla - medico,psicologo,psicoterapeuta Claudio Lalla - medico,psicologo,psicoterapeuta

La fobia sociale è definita da una forte e permanente paura delle situazioni sociali in cui si è esposti al giudizio di persone non familiari. Questa paura viene riconosciuta dalla persona stessa come irragionevole ed eccessiva. Ne sono esempi la difficoltà di parlare quando ci si trova in pubblico, telefonare al cospetto di altri, uscire da un negozio senza aver comprato niente, prendere un'iniziativa di corteggiamento, mangiare in luoghi pubblici e situazioni sociali, sostenere un esame, esprimere disaccordo con persone poco conosciute.

L'esposizione alla situazione temuta provoca un'ansia intensa, che a volte può trasformarsi in un vero e proprio attacco di panico. L'ansia stessa, a sua volta, diventa per il paziente fonte potenziale di imbarazzo e vergogna. La situazione temuta viene quindi sopportata con profondo disagio e, per quanto possibile, evitata. L'ansia si presenta anche come ansia anticipatoria, che il paziente prova già quando sa che dovrà esporsi a certe situazioni sociali. Questo tipo di ansia crescerà all'approssimarsi della situazione temuta.

Sia l'evitamento che il disagio compromettono le performance lavorative della persona, le sue relazioni sociali e, più in generale, la qualità della sua vita. Da ciò può derivare uno stato depressivo.

Quando la paura del giudizio include la maggior parte delle situazioni sociali, come ad esempio iniziare o mantenere una conversazione, partecipare a piccoli gruppi, parlare a persone che occupano una posizione di autorità, partecipare a feste, ecc., va presa in considerazione la diagnosi di disturbo evitante di personalità. Si tratta di un quadro pervasivo di sentimenti di inadeguatezza, inibizione sociale e ipersensibilità al giudizio negativo potenzialmente espresso dagli altri. In tal caso la persona manifesta quattro o più dei seguenti sintomi: si vede come socialmente incapace e non piacevole; si preoccupa di essere criticata o rifiutata nelle situazioni sociali; è restia a entrare in relazione con gli altri se non è abbastanza sicura di piacere; è inibita e si sente inadeguata in situazioni interpersonali nuove; evita attività lavorative che comportano un significativo contatto interpersonale; è riluttante a coinvolgersi in nuove attività allorquando prevede che esse possano rivelarsi fonti di imbarazzo.

Il trattamento più efficace della fobia sociale e del disturbo evitante di personalità si basa anzitutto su un'attenta ricostruzione delle specifiche dinamiche psicopatologiche alle quali possiamo ricondurre il caso individuale. Il secondo passaggio è quello di attivare, con l'aiuto dello psicoterapeuta, un processo di cambiamento basato su:
1. dei livelli più elevati di auto-consapevolezza;
2. una trasformazione del punto di vista da cui gli eventi vengono letti (operazione complessa, che mette in gioco diversi fattori fra loro interagenti, spesso in forma sinergica);
3. un training di competenze sociali eventualmente carenti;
4. un'acquisizione di tecniche volte al controllo dell'ansia;
5. una nuova esperienza dell'interazione con gli altri.

E' una terapia che può dare grandi soddisfazioni, sia al paziente che al clinico. Le persone, prima soffocate dalle loro paure, tornano a espandere la propria vita sociale e a dispiegare tante potenzialità e risorse che attendevano di essere attivate.

Fobie Specifiche


Le fobie sono paure marcate e persistenti evocate dalla presenza o dall'attesa di specifici oggetti o situazioni. La persona riconosce tali paure come eccessive o irragionevoli. L'esposizione allo stimolo fobico provoca una risposta ansiosa immediata e viene evitata per quanto possibile. L'organizzazione della vita quotidiana può essere fortemente condizionata dall'evitamento, dall'ansia anticipatoria e dal disagio provato nell'esposizione. Abbiamo svariati tipi di fobie, come, ad esempio: fobia di certi animali (cani, gatti, ragni, ecc.); fobia dei temporali; fobia delle altezze; fobia dell'acqua; fobia del sangue; fobia delle ferite; fobia delle iniezioni; fobia del dentista; fobia di volare; fobia dei ponti; fobia degli ascensori; fobia dei tunnel; fobia di situazioni che potrebbero portare a soffocare; fobia di situazioni che potrebbero portare a vomitare; fobia di situazioni che potrebbero portare a contrarre una malattia.

Il trattamento delle fobie è basato anzitutto sull'esposizione graduata agli stimoli temuti. Il paziente viene aiutato nel realizzare tutti gli scalini necessari per superare a poco a poco la fobia, cercando di misurarli in modo da renderli né troppo bassi, né eccessivamente alti. Inoltre verrà aiutato a trovare tutta la motivazione necessaria per vincere le tentazioni evitanti e affrontare il percorso terapeutico basato sull'esposizione controllata.

Nel caso delle fobie del sangue e delle ferite, in cui si presenta bradicardia e diminuzione della pressione sanguigna, i pazienti saranno aiutati sia a riconoscere i primi segni della diminuzione della pressione arteriosa, sia ad applicare le tecniche utili per innalzarla.

Nel trattamento delle fobie è molto importante che l'esposizione sia guidata dal terapeuta e che questi realizzi il modellamento delle reazioni adeguate agli stimoli temuti.

Un'altra componente importante della psicoterapia delle fobie è costituita dall'immaginazione guidata, in cui la persona anticipa mentalmente il confronto con la fonte delle sue paure.

Anche l'EMDR, cioè una procedura che utilizza i movimenti oculari del paziente per promuovere la sua elaborazione spontanea, può essere efficace con le fobie a origine traumatica.



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